Devil's Bay: Mage

Aftermath

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Dopo quanto successo, la città era in subbuglio: la sparizione dell’aeroporto e gli avvistamenti di UFO nel cielo stavano sconvolgendo la rete. Articoli e video, foto e discussioni sui forum apparivano come funghi, per sparire poco dopo, misteriosamente.
Alla chiesa, il Il Concilio Provvisorio stava decidendo a cosa dare la priorità: La Rossa, la loro ingombrante vicina di casa, era una faccenda urgente, ma anche il figlio di Alice, con tutto il suo potere, non era una questione da sottovalutare.
Thomaschiamò Marilena per assicurarsi che stesse bene e per avere notizie dell’amica scomparsa.
Niente da fare: Mildred stava cercando informazioni in merito a Tunguska, alla festa che si era conclusa con quella tremenda esplosione e al passato della ragazza, ma non c’era nulla di rilevante.

Vista l’indecisione momentanea dovuta alle necessità di studio di Kaito e ad un recente virus contratto dal surrogato del Dottor Vanko, Thomas decise di sistemare una questione personale.
Invitò Malia 2.0 a parlare in privato per decidere le sorti del figlio che sarebbe arrivato 9 mesi dopo.
Insieme, scesero nella stanza del Nodo.
La luce verde derivante dal flusso magico riluceva sulle pareti.
“Io ti amo”, esordì lei.
“Ma mi hai tradito. Hai tradito la mia fiducia. Mi hai ingannato. L’amore si dovrebbe basare su altro, non credi?”
“Si, ma volevo un legame indissolubile con te. Era l’unica cosa che potevo fare”, si giustificò.
“Dovevi chiedermelo. Dovevamo parlarne. Come credi che possa crescere un figlio che non volevo? Un figlio che non siamo pronti ad avere?”
“Come fai a sapere che non sei pronto?”
“Guardati intorno! Non so nemmeno se sono in grado di proteggere me stesso, figurati una compagna e un figlio! È un lusso che non mi posso permettere!”
“Ma rimarremo qui, al sicuro…”
Thomas la guardò negli occhi, e una scintilla balenò nel suo sguardo.
“Questo è poco ma sicuro…”
La baciò, incanalando in quel bacio la quintessenza, traendone di nuova dal luogo in cui si trovavano.
La ragazza spalancò gli occhi appena ebbe compreso cosa stava succedendo, mentre il suo cuore rallentava.
Una lacrima scese lungo la sua guancia, mentre le forze la abbandonavano.
Scivolò in un sonno pesantissimo dal quale solo un altro bacio di Thomas l’avrebbe risvegliata.
Il ragazzo prese in braccio la donna che portava in grembo il suo futuro figlio, e le sussurrò in un orecchio “Mi dispiace, ma non sono ancora pronto.”
Scoperchiata la tomba in chi giaceva il suo corpo originale, vi adagiò le membra appena tiepide del clone di Malia, e si assicurò che il battito cardiaco, seppur debole, fosse ancora presente.
In seguito chiuse il coperchio di quella teca di marmo, e facendo appello ancora una volta ai suoi poteri, si concentrò.
Le mani rivolte verso il basso, afferrò qualcosa di invisibile coi pugni, che cominciarono a sanguinare. Piegò i gomiti a fatica, come se qualcosa stesse opponendo resistenza. In contemporanea, dal suolo si affacciarono alcuni germogli.
Ancora con più forza, riuscì a farli spuntare da terra, e finalmente levò le braccia al cielo, mentre piante di rovi seguivano quei movimenti, crescendo a vista d’occhio e avvolgendo la bara di granito, proteggendola.
L’impenetrabile cupola di spine era così fitta da non permettere di vedere al suo interno.
“Che chiunque si punga con queste spine cada in un eterno riposo che solo io posso interrompere”, sussurrò Thomas, mentre le ferite sulle mani si rimarginavano e la luce verde del nodo si spegneva, lasciando il ragazzo al buio, a contemplare sulle proprie azioni.

A indirizzare il gruppo verso il corso delle azioni da seguire, ci pensò Padre Thompson, che gridò dal cortile della chiesa.

Ha portato con se alcuni SplatterPunk, 15 vengono messi nelle segrete, mentre uno viene curato e portato in sala da pranzo.

Il Eottor Vanko insonorizza la stanza, e Thomas cominciana fare domande.
Il punk è totalmente fuori di testa, racconta di come la vera libertà sia quella indicata dalla sua padrona, in nome di un caos primordiale, scopo della sua esistenza.
Afferma anche di non aver paura di soffrire. Il dottore gli da un pugno e lo fa svenire, spaccandogli il naso.

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Thomas lo fa rinvenire, e Malia in contatto mentale sonda il suo cervello.

Vede la Rossa, il luogo in cui si trova, con il corpo esanime di Zacheriah appeso al soffitto.
Parlano, e la Rossa svela il piano dei Nefandi: portare il caos totale e la fine del mondo. Poi la invita li, prima di lanciare un attacco psichico al tutti.
Thomas riesce a liberarsi, Kaito no.
“Malia, mandaci li!”
Con un incantesimo, la ragazza teasporta Thomas e Vanko al cospetto della Rossa, mentre isola cervello di Kaito, facendolo svenire.

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Thomas e Vanko si trovano al cospetto della Rossa e tentano un attacco a sorpresa, che però non va a buon fine, e vengono crivellati di colpi dagli splatterpunk presenti.
Il Corpo metallico del surrogato si autoripara, e Thomas riesce a non svenire, ma ha il tempo di lanciare alcuni schizzi del suo sangue addosso a tutti, per poi curarsi con una magia.
“Aiuto, riportaci a casa Malia!”
Prima cheei possa salvarli, la Rossa utilizza il sangue di Zachariah per lanciare un incantesimo su Thomas, e far apparire su tutto il suo corpo dei glifi nefandici che lo bruciano, quasi uccidendolo.
I due engono riportati a casa appena in tempo.
Thomas riesce a far ripercorrere il tempo appena passato dal suo corpo all’indietro, ripristinando la sua situazione precedente.

Con un incantesimo congiunto il dottor Vanko e Malia creano prima una bomba al napalm potentissima e, con ancora le coordinate del luogo in mente, la spediscono dove si trovava Thomas fino a poco prima.
Una volta avvertita l’esplosione, Thomas chiede a Malia di portare li da loro la nemica.
La ragazza la teletrasporta nella camera di contenimento.
Sta morendo carbonizzata, e lontana dalla sorgere del suo potere, non può fare nulla per curarsi.
Thomas si assicura che il corpo sia davvero morto, e ne raccoglie un po’ di denti.

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