Devil's Bay: Mage

Si vis pacem, para bellum

September 2, 2011

Un battello si avvicina lentamente ad una banchina, sulle nere acque si riflette l’immagine di tre uomini in nero provenienti dalla terraferma. Essi si inoltrano in questo territorio dimenticato dagli uomini: il pontile scricchiola ad ogni loro pesante passo ed il legno marcio rischia più volte di cedere sotto i loro piedi. Ma questi individui non vi prestano attenzione, continuando a scrutare il luogo con occhi preoccupati, mentre il loro viso si fa tetro. Varcate le grandi porte che delimitano il porto dall’interno dell’isola, i tre si trovano di fronte al devastato scenario del luogo: decenni di sfruttamento, depravazione, violenza e corruzione hanno trasformato i palazzi ed i quartieri dell’isola fin nel profondo, così come l’animo dei suoi abitanti. Giunti nel luogo designato, gli uomini incontrano quello che si nota subito dai suoi indumenti essere uno splatterpunk: i capelli verdi sparati ed i denti grezzamente limati, come quelli di uno squalo feroce, incutono timore nei pavidi presenti. Accanto a lui una ragazza mastica ritmicamente il suo chewing-gum, seduta sopra un detrito di un antico palazzo: i capelli rosa saltano subito all’occhio, così come il suo aspetto e la palese appartenenza alla stessa tribù.

Fra i due differenti gruppi una delle persone estrae una valigetta in pelle scura: all’interno vi sono sottili fiale rosse contenti un misterioso liquido. Gli uomini parlano, discutono. Uno di essi, timidamente, chiede una dimostrazione: lo splatterpunk, senza farselo ripetere due volte, si conficca in vena il contenuto con una siringa, mentre le sue vene pulsano all’impazzata. Un attimo di silenzio, poi ride e si agita, recidendo improvvisamente la gola della ragazza che era vicina a lui: al posto delle sue mani, ora sono cresciuti degli artigli mostruosi, affilati come le lame di un rasoio. Gli uomini si guardano fra loro soddisfatti e rassicurati e danno il denaro patuito allo slatterpunk. Una vita di un membro è stata sacrificata e quindi ora bisogna prendere una vita degli uomini di civiltà. Uno, il più debole del gruppo, viene spinto dagli altri due in avanti e trascinato in un vicolo dallo splatterpunk. A nulla valgono le sue urla e le suppliche, mentre i compagni girando le spalle tornano al battello diretto a Black Isle.

Nel vicolo buio si sente un rumore di passi… un uomo grasso, vestito di giallo e con le mani incastonate di anelli e bracciali preziosi, guarda la sua preda, mentre lo splatterpunk la tiene ferma contro un muro. Sotto lo sguardo terrorizzato del malcapitato, le vene dell’uomo grasso si ingigantiscono, mentre la vittima sente il cuore battere all’impazzata e come esplodere in un boato: il sangue da dentro il corpo del malcapitato fluttua e fluisce verso l’uomo grasso, finendogli in bocca e sul vestito. L’uomo è soddisfatto del suo nutrimento e dandosi un colpo come a scuotere il suo pancione e con una fragorosa risata se ne torna camminando nell’ombra. Anche lo Splatterpunk, grazie alla riconoscenza ricevuta dal suo padrone, può tornare a casa e, dentro di sé, è grato all’uomo in giallo per avergli permesso di vivere ancora. Per poter vivere un altro giorno…

October 2, 2011

Qualla mattina vi era stata una consegna a casa di Malia, decine di scatole contenenti sofisticate apparecchiature e pezzi di hardware vari, con tutti i loro cavi, cavetti, istruzioni e manuali annessi. Molti di questi erano sparsi in giro per la casa, la maggior parte erano stati riposti nel polveroso scantinato dove lei e Billy lavoravano ormai incessantemente da giorni per la costruzione del mainframe del computer quantico, o almeno questo era quello che avevano sentito dire i suoi compagni. Ma nel tempo libero (si fa per dire) fra la costruzione del mainframe ed una ricerca sulle cospirazioni, Malia si era informata anche del luogo conosciuto col nome di Fallen Rock, quella che sarebbe stata la prossima meta del gruppo. Fra le varie informazioni rilevanti vi sono anche quelle riguardanti i gruppi di milizie e criminali che pervadono l’isola, fra cui l’ “NSA” ed i “Gordon’s Patriots”: questi ultimi in particolare, sono capitanati da un tale chiamato Luis Godron, capo della milizia sin dalla guerra con gli splatterpunk ed ex-poliziotto e sono persino dotati di un sito online. Altre informazioni utili riguardano il fatto che sull’isola, negli anni ’40, Elias Pratt aveva fatto costruire una cattedrale dedicata a San Giovanni Evangelista, anche chiamato “Tempio dell’aquila”, che è il luogo dove attualmente si trova un nodo importante della città.

Nel mentre Ivan si dirigeva verso la Rue Morgue al n°17, situata su Black Isle. La zona è caratterizzata da vecchie vie con nomi francesi ed il luogo si trova in una zona a nord dell’isola , ora dismessa ma un tempo bella, proprio vicino ad un ospedale in stile gotico con statue di morti incappucciati. Giunto al piccolo edificio abbandonato dove si stava dirigendo, il dottore entra spingendo la pesante porta in metallo, smuovendo la polvere per terra, capendo così che il luogo era stato abbandonato da molto tempo.
Dentro il vecchio edificio, accese le luci con uno scassato interruttore, vede seduto su una sedia, al centro della stanza, l’hawaiano che tante volte aveva scorto al fianco del suo mentore Murphy. Ma ad una più attenta analisi esso si rivela essere niente meno che costituito da un esoscheletro di metallo, circuiti ed una finta pelle, è un robot! Esso è spento al momento, ma tramite il suo pc portatile Ivan entra in contatto con lui e lo riattiva. “Bensvegliato, mi serve il tuo aiuto trovare CD Murphy” dice il dottore mentre il robot gli rivela che anche lui desiderava la stessa cosa ed aggiunge che possiede anche la lista di numerosi eteriti. Proprio in quell’istante si odono dei passi dietro il dottore, che si volta e guarda con gli occhiali ad infrarossi: attraverso i raggi del visore vede una bestia a quattro zampe che si avvicina lentamente alla porta e ringhia minacciosamente. Tramite il suo focus cerca di innalzare una barriera all’esterno della porta per difendersi all’interno, ma fallisce a causa della paura che lo coglie e deve chiudere la porta a spinta. La bestia sembra però scomparsa: un istante dopo, non si sa come, essa ricompare alle sue spalle, al centro della stanza: essa ha il pelo maculato e bruciacchiato, è delle dimensioni fra un cane ed un lupo ed ha un misterioso bracciale dorato su una zampa, adornato con glifi.

Senza attendere, Ivan usa il suo focus per imprigionare la creatura in una barriera di energie – BIP, BIP, BIIIIP- ma la sua arma si surriscalda e la magia non va a buon termine, proprio mentre l’animale lo sta caricando. Un attimo prima che le sue fauci possano azzannarlo, l’animale comincia a levitare a mezz’aria mentre con le zampe cerca invano di liberarsi. Sotto lo sguardo del dottore avviene però un altro avvenimento sorprendente: la creatura comincia a parlare lingua umana e si rivolge a lui, chiedendogli di Dentenero, per poi tramutarsi in un barbone coperto di bende una volta rimosso l’effetto magico. Il fetore di alcol e la puzza impregnano l’aria, mentre lo straniero parla col dottore: Ivan gli racconta degli ultimi avvenimenti e dell’eroica morte di Dentenero, oltre che dei kinfolk con lui. L’interlocutore gli risponde e si presenta: egli è “balla coi ratti” e parla con gli spiriti, è uno sciamano grande amico di Dentenero. Egli aggiunge che vuole vendicare l’amico e che tutti si stanno preparando alla guerra contro il Wyrm, oltre che a citare i Fomari ( antichi demoni del wyrm che trasformano gli uomini e combattono i lupini).
I due vanno poi all’esterno dove il garu mostra al dottore in lontananza un locale con simbolo di una “O”: “ Carne del Wyrm…quel posto puzza, nutre le persone ignare di questa città e ne condiziona le menti…”. Dal loro discorso ci si rende conto che vi è un nemico in comune e che vi è il bisogno che la società dei maghi si rimetta in sesto dopo il duro colpo subito.
Dietro di loro si è intanto riunito un piccolo gruppo di barboni armato di mazze e bastoni, questi sono i suoi compagni ed insieme sono intenzionati a difendere la loro città. I due si scambiano il numero di cellulare, mentre “Balla coi ratti” si trasforma e va via con i suoi compagni.

L’hawaiano intanto ha trovato nel suo database il Dr. Markinson, famoso maestro cerimoniere, che può aiutarli a salvare Murphy, e chiede ad ivan di portarlo via con sé. Dopo una serie di avvenimenti i due trovano lo studio del Dottor Markinson, che bevendo un caffè li invita ad entrare vieni dentro. Lo studio è obrato da cataste di scatole: i due dottori discutono di come rintracciare l’avatar di Murphy che è andato disperso e Doc è riconoscente verso Markinson. Fra i vari oggetti, nello studio spunta anche una Synapze che egli ha sottratto alla tecnocrazia. “Mentre la gente gioca, senza che se ne rendano conto la console si impossessa delle loro identità, rendendole come gusci vuoti. Le menti delle persone sono scambiate fra loro, senza che abbiano più la possibilità di tornare ai loro legittimi proprietari…” aggiunge il dottor Markinson. Ma a questo terribile racconto si sostituisce la speranza di recuperare Murphy: dopo essersi rilassato infatti, Ivan viene assorbito dal raggio laser della console per seguire la strada argentata creata da Markinson fino alal mente di Murphy e recuperarlo. Bande di dati si susseguono attorno al dottore, mentre l’occhio di Tetragrammaton come un sole rovente lo osserva impietoso dall’alto. Durante il suo viaggio il dottore scorge pianeti e galassie, mondi nuovi ed inesplorati, fino a giungere al cubo di metallo che imprigiona Murphy, ora ridotto ad un uomo vecchio, nudo e tremante dal freddo. A nulla valgono le suppliche di Ivan: le ultime parole che ode prima di venire risucchiato indietro sono “Chiedi all’uomo col tatuaggio di bruciarlo, ormai è troppo tardi…mi devo reincarnare…forse un giorno ci reincontreremo…”

Nel mentre Thomas si era stabilito nella magione dei Waxworks, passando qui il tempo a leggere libri esoterici e che trattavano dei foci, stando con Marilena e pianificando nel mentre l’azione a Fallen Rock. Era in biblioteca quando vide Marilena ed Elias in vestaglia, scendere insieme dalle camere da letto. Dopo un saluto, i pensieri erotici dei presenti si tramutano in preoccupazioni di ben altro tipo: “Vi sono molti problemi, vi è paura e timore nel concilio: anche se ora ho ottenuto il seggio, gli altri membri sono restii a procedere…vi è molta paura tecnocrazia, dovuta anche ai seggi vacanti…”. Il ragionamento della bella Marilena non faceva una piega, come al soilto, ma ancora più sorprendente fu scoprire che tutti i verbena si erano staccati ed avevano seguito Cicuta. Elias ha deve attendere a mansioni importanti e si allontana, lasciando i due da soli, in compagnia di Alice, danzante come al solito. In seguito Thimas usa la sua magia per crearsi un tatuaggio che rappresenta il simbolo della vita sul braccio e rendendolo il suo focus della sfera di vita. Ma la gioia è poca, e solo la luce fioca della candela di mildred che lo veglia in biblioteca tutta la notte in questo evento e gli urli strazianti del giovane che eccheggiano per i bui corridoi di tutta la magione, possono far presagire la svolta dei cupi, recenti eventi.

In una pausa nella costruzione del suo computer quantico, Malia chiama Thomas ed i due parlano delle informazioni ottenute riguardanti Fallen Rock, la spirale discentente della chiesa di Elias Pratt e del voler mandare una mail al capo della milizia dell’isola. I due parlano anche di cosa farne di Ivan, ma le proposte di buttarlo in una tasca paziale e mandarlo in realtà alternative senza dimensioni non trovano un reale accordo dei due. Da Elias ottengono anche informazioni utili riguardanti la sua chiesa (che consta di piano terra, rialzato e campanile e prenseta un cimitero, un ossario ed un santuario dedicato ad Hermes…in fondo al quale vi è un portale per il mondo degli spiriti ed il nodo, un tempo sigillato, ma nessuno può ora sapere se i sigilli siano ancora in funzione). Malia crea inoltre una fobia virtuale, da aggiungere agli effetti del virus telematico già utilizzato in precedenza: entrando con facilità nel mainframe della Pentex ed in Synapze sfonda l’immagine dell’Uroboros. Questo evento scatenerà il giorno seguente un’ondata di persone che usano la suddetta console in preda ad attacchi di panico, vomito ed attacchi epilettici, con conseguente azzeramento in breve tempo delle persone che la usano (notizia sensazionale comparsa persino sul The Rake, in cui si susseguono conferme di voci e smentite da parte dei vertici della società responsabile, ovvero la Pentex). Mentre i due stanno controllando il giornale, una mail arriva sul computer di Malia: si tratta dell’agente Melaverde, che con un breve messaggio la ringrazia di aver reso il mondo un posto più sicuro…

C’è poca attività per le strade del quartiere asiatico, i negozi ed i locali espongono luci ed insegne al neon ed è tutto piuttosto moderno nel suo insieme, pur non presentando grattaieli come altre zone della città. Giunto nel vecchio edificio governativo sua meta, un tempo l’ex ambasciata cinese dell’isola, Kaito si fa ricevere alla reception ed è accolto nell’ufficio di Wing Laoshi. In esso si scorgono oggetti risalenti a mezzo secolo prima ed alla Cina antica (fra cui spicca un gigantesco quadro di Mao posto sul muro). I due discutono sugli avvenimenti accaduti nella torre d’avorio e sugli spiriti: Kaito vuole liberarsi dal marchio che la driade gli ha inflitto e sugellare il patto con lei stupulato. Per Wing vi sono molti modi di farlo ed i due parlano dei contratti con gli spiriti: il maestro gli propone di sacrificare un innocente, lanciando sul tavolo una copia del The Rake, “Eric Lance, accusato dell’omicidio di numerosi bambini di Alquonquia, è stato liberato: a causa della taglia non ufficiale sulla sua testa è stato posto sotto protezione dalla polizia… Il resto dell’articolo lo trovate a pagina 21 dopo il gustosissimo inserto sulle tette!!!”.

Kaito riflette sulla proposta ma non può concepire di togliere la vita ad una persona con le sue mani, per quanto sia malvagia… gli manca il coraggio. Chiede al maestro se si può legare a sé e sottomettere uno spirito. Egli risponde che è effettivamente possibile lo ha fatto numerose volte, ma dipende molto dalla propria forza e da quella dello spirito in questione. Fra le altre opzioni spunta il combattere direttamente la driade ed ucciderla: per Kaito, in questo modo il patto sarebbe legalmente dissolto e quindi il suo onore intatto, se morisse durante il combattimento la driade avrebbe avuto una vittima innocente, se riuscisse a sconfiggere la driade avrebbe comunque sacrificato una creatura innocente. Ha visto i suoi compagni impegnarsi molto e superare varie difficoltà, il suo migliore amico è quasi morto e lui non è stato capace di fare nulla, ma ha persino perso il controllo della situazione alla vita dei corpi dei suoi amici e per poco non veniva ucciso egli stesso. Il giovane si vergogna della sua impotenza e si sente un peso per gli altri riflettendo su queste cose: reputa che se non sarà in grado di sconfiggere questo suo inseguitore e rendersi finalmente utile per gli altri, sarà meglio che venga ucciso mentre ci prova, se questo dovrà essere il suo destino. Rivela al maestro, fra il sudore e l’incertezza, la sua decisione ed egli gli dona la lancia che riponeva in una teca di vetro: improvvisamente immagini di sanguinose battaglie e di un grande eroe morto secoli addietro compaiono nella sua mente ed è testimone di grandi atti di coraggio e valore marziale.
Il giovane si prepara nel pomeriggio e medita a lungo: la sera stessa il maestro allestirà in una stanza apposita un cerchio magico in cui i due contendenti possano confrontarsi, senza far fuoriuscire il loro potere e danneggiare altri attorno a loro. Kaito sa che non può competere contro la creatura in quanto a forza ed esperienza e quindi punta tutto su un unico colpo definitivo per ucciderla, come i samurai che estraevano la spada ed uccidevano il bersaglio con un solo fendente.

Al momento della resa dei conti l’aspetto terrificante della driade e le sue parole lo intimoriscono ma più forte è il desiderio di continuare a combattere…ed il duello mortale inzia! Il primo colpo centra la creatura sulla spalla danneggiandola gravemente, ma non è sufficiente ad ucciderla: essa attacca con un colpo di artigli squarciando il petto del giovane. Mentre sta per venirgli incontro e dargli il colpo di grazia, il ragazzo si protende in avanti e conficca la punta della lama nella gola del mostro che urla dal dolore, decapitandolo con un unico perfetto movimento. Mentre le urla eccheggiano per la sala ed il sangue sgorga dalla trachea e bagna il terreno circostante ed il volto del giovane, l’unico pensiero che affolla la sua stanca mente è quello di essere ancora vivo. L’immagine che rinfranca il suo spirito è quella del maestro che appoggiato alla porta e fumando la sua pipa gli sorride compiaciuto e proclama: “Hai combattuto con coraggio ed hai vinto…oggi io ti riconosco appieno come membro della casata dei Dreamspeaker…”

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