Devil's Bay: Mage

The thin line between good and evil (WIP)

"Balancing on a blade between what's right and what is wrong..."

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Un passo dopo l’altro, lentamente, la figura avanzava nel vicolo. La pioggia estiva martellava le strade, ma la figura sembrava non accorgersene nemmeno.
Si limitava a camminare, guardandosi intorno. Riconosceva quel luogo?
C’era già stata? Oppure la ricordava da una foto? Che importava?
Voleva vendetta. Non sapeva come aveva fatto a passare di nuovo “da questa parte”, ma ora che l’aveva fatto, avrebbe ottenuto quello che voleva. Vendetta.
A costo di farsi giustizia da sola.
Era un uomo, sui 35 anni, padre di una bambina di cui ricordava a stento il nome.
Ma era stato ucciso, non sapeva nemmeno lui quanto tempo fa. E i suoi assassini l’avevano lasciato lì, a morire, in un vicolo simile a quello in cui si trovava adesso. O forse era proprio quello il luogo?
L’uomo con la maschera gli aveva detto che sarebbe stato molto strano, e che non tutti i ricordi sarebbero tornati indietro, con lui. parte della moneta che aveva pagato, per tornare, era stata forgiata con i suoi ricordi.
Ma non aveva più importanza, ora. Doveva denunciare i suoi assalitori, farsi ascoltare dalla polizia, farli catturare e imprigionare. Oppure li avrebbe trovati lui.
Il suo incedere lento lo portò alla fine del viale, dove un bagiore accecante lo fece basrcollare indietro, prima di accorgersi che quella luce non gli faceva nulla, anche se ormai i suoi occhi erano al buio totale. Un furgone gli passò davanti, senza quasi vederlo, mentre dalla via principale in ccui si era immesso apparivano altri come lui.
Lenti, grigi, dimenticati.
Una processione lunga centinaia di metri diretta verso il centro dell’isola, alla quale si unì, per far sentire la sua voce, finalmente!

IMMAGINE
Il TG mostra le immagini dei “morti che camminano”. Non zombie, ma esseri fatti di “materia sottile”. Sono tornati, alcuni chiedono udienza per essere vendicati, altri vogliono solo tornare dai loro cari, altri vagano per la città senza meta, fingendo di essere ancora vivi.
Da Skull Island, Malia controlla se tramite l’inconscio collettivo riesce a reperire altre informazioni, ma non c’è nulla. Prova a contattare anche il reverendo Rushmore, ma la solita trasmissione non è in onda e lui non risponde al telefono. Prova allora telepaticamente.
Lui è indispettito: sta meditando sulla decisione che ha preso. Ha deciso di abbandonare il suo Dio, che è falso, effimero e inutile, per seguire la strada verso l’annullamento totale del mondo. Ha deciso di seguire il Wyrm.

Kaito nel frattempo cerca una qualcche risonanza spirituale e si vede attratto verso l’Umbra. Meditando, la sua mente vede Stigia, la città infernale, e lunghissime fila di anime che si dirigono ordinatamente verso la Pentex Afterlife.

Kaito e Thomas avvisano Malia e lei esegue un rito informatico: tramite la foglia dell’albero delle Mele d’Oro, può mettersi in ccontatto con lui.
Il guerriero dorato sta malee, sta morendo. inoltre il Barone Samedi è sparito: per questo le anime dei morti stanno tornando nel mondo, senza un guardiano, la Pentex può fare quello che vuole. Sta infatti traghettando gli spiriti in cambio di anime.
Intanto gli scarichi venefici della Pentex, ora più potente, stanno avvelenando tutto il Bosco dei Suicidi.
I due raggiungono quindi tramite il Demesne la ragazza, manifestandosi nel mondo degli spiriti come una folata di vento e una bruma mattutina.
Di fronte a loro il grande samurai dorato è in ginocchio, ma non è ferito anche se sta soffrendo. L’infezione è profonda ormai.
Thomas lo avvolge tra le sue spire, rallentando l’effetto del male venefico che lo percorre.

Kaito utilizza il suo legame con il Leviatano per contattarlo. Gli offre un lauto banchetto, non in cambio della risoluzione del patto, ma come offerta e aiuto. Divorare le anime dei Beccamorti e della gente che sta andando ad arricchire la Pentex anche in quella dimensione. Il mostro se ne va, senza però sbilanciarsi sulla richiesta di aiuto.
I tre poi si dirgono verso il centro della città, dove i Beccamorti stanno prendendo denaro spirituale dalle anime, le consegnano a dei contabili vestiti di rosso e poi stipano i morti in camion che viaggiano verso l’autostrada e il portale per il mondo dei vivi.
La loro attenzione viene però attirata da una figura che scruta dall’alto, da una balconata al 30esimo piano. È uno spirito, ma non ha nessuna risonanza magica. Thomas fluttua verso di lui, ma appena si avvicina al balcone un paio di cherubini demoniaci lo prendono di mira e lo inseguno. Sono veloci, ma Malia riesce a creare l’illusione di un’entità identica a Thomas nella loro mente e li distrae, sviandoli. Thomas ha quindi la possibilità di guardare meglio l’uomo.

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